Life is Strange ha emozionato davvero tutti? No. Vi racconto perchè.

Life is Strange

Life is Strange

NOTA: nel seguente articolo sono presenti spoiler, ma sono tutti segnalati. La lettura è comunque consigliata a chi ha giocato il gioco, per poter comprendere le riflessioni fatte.

 

In vista dell’uscita del prequel “Before the Storm“, ho deciso di pubblicare questa mia personale analisi di Life is Strange, il titolo che ha fatto piangere ed emozionare migliaia di giocatori. Tranne me e pochi altri.

 

Davvero bisogna giocare Life is Strange con i fazzoletti accanto?

 

Premetto che il gioco mi è piaciuto. Vorrei che questo fosse chiaro.
Però mi aspettavo qualcosa di molto diverso e, soprattutto, mi aspettavo sensazioni completamente diverse. Gli amici e le amiche che lo hanno giocato, ma non solo, mi hanno parlato di lacrime, emozioni fortissime, colpi di scena, un gioco che lascia il segno insomma. Da giocare con i fazzoletti a portata di mano.

Quindi le mie aspettative erano davvero altissime. E avevo proprio tanta ma tanta voglia di un gioco che mi commuovesse, che mi desse da pensare, che mi conquistasse il cuore.
Invece, purtroppo, anche se mi è piaciuto, non mi ha trasmesso alcuna emozione e non mi ha lasciato molto. La cosa è stata talmente inaspettata – visto che di solito mi commuovo molto facilmente – che ho tentato di capire cosa non mi è entrato dentro di questo gioco.
La mia autoanalisi ha trovato alcune spiegazioni alla mia indifferenza verso la storia di Chloe e Max.

Life is Strange

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Forse c’è un’età limite per apprezzare davvero Life is Strange

 

L’ho giocato a 38 anni. Il gioco parla di ragazze di 18. Quando avevo la loro età avevo un carattere molto particolare, non mi trovavo quasi mai sulla stessa frequenza delle mie coetanee. Sono sempre stata “quella che fa la cosa giusta”, ero studiosa (secchiona?), andavo d’accordo con i genitori, detestavo alcool, droghe, colpi di testa, ribellioni varie. Ero una noia, insomma!
E Chloe l’avrei evitata come la peste. Mentre con Max forse sarei anche andata d’accordo… ma le sue azioni nel gioco non mi sono piaciute per niente. Perché lei non fa MAI la cosa giusta. L’ho trovata egoista. Le cose non vanno come vuole lei, e allora le cambia grazie al suo dono.

Peccato che la vita reale non è così. Troppo comodo pensare di sistemare le cose tornando indietro nel passato. Tutti abbiamo avuto momenti difficili nella vita, molto più difficili di quelli che vive Max nel gioco, eppure abbiamo affrontato la vita e siamo andati avanti.

Life is Strange

Life is Strange

L’effetto farfalla, argomento forse troppo utilizzato nei media

 

Poi, il cosiddetto “effetto farfalla” è un argomento che mi ha sempre affascinato, quindi ho visto diversi film e letto alcuni libri in proposito. E so per esperienza che quando si affronta quell’argomento, le cose vanno SEMPRE male se si interferisce con il passato. In realtà basta aver visto “Ritorno al futuro” per saperlo!

Quindi mi aspettavo la trama esattamente come poi si è sviluppata. Per me non ci sono stati colpi di scena di alcun tipo, nessuna sorpresa.

 

*** SPOILER ***

 

Ho immaginato chi fosse il colpevole praticamente all’inizio del gioco, anche perché dopo aver letto dozzine di thriller e di gialli, so benissimo che il colpevole non può essere quello sotto gli occhi di tutti, come voleva far credere il gioco.

Mi aspettavo di trovare Chloe sulla sedia a rotelle e non mi ha fatto alcuna pena perché sapevo che tanto Max avrebbe riavvolto.

Il fatto di sapere a priori che durante tutto il gioco si poteva fare qualunque scelta senza grosse conseguenze, perché tanto lei avrebbe riavvolto, non mi ha fatto provare alcuna emozione.

Probabilmente mi è anche andata bene in alcune situazioni, ho fatto delle scelte e sono stata fortuna in alcune azioni che non hanno comportato problemi nella storia di Max. Quindi avevo lei che continuava a manipolare a destra e a manca, mentre intorno a lei, di fatto, le cose non andavano nemmeno così male. Inoltre ho scoperto che quasi tutti non sono riusciti a salvare la suicida Kate, mentre invece io l’ho salvata al primo colpo, togliendomi un ulteriore momento di phatos.

 

Insomma, ho avuto l’impressione durante tutto il gioco che questa benedetta ragazza stesse facendo solo un gran casino e infatti lo sviluppo della trama mi ha dato ragione. Quindi ho giocato per tutto il tempo con addosso un senso di fastidio nei suoi confronti.

Inoltre, da parte di Chloe verso Max e verso Rachel percepivo l’amore, mentre da parte di Max verso Chloe non sentivo nulla. Max mi è sembrata solo un’insicura egoista, preda di un grande senso di colpa per aver ignorato l’amica per cinque anni e che, per questo, faceva di tutto per “sistemare le cose” in modo da avere la strada in discesa.

Chloe invece l’ho rivalutata un poco solo alla fine, quando FINALMENTE ha dimostrato di essere l’unica in grado di ragionare in modo adulto. Ovviamente io ho fatto la scelta “giusta”, ossia quella che non ha fatto praticamente nessuno.

 

*** SPOILER ***

 

L’ho sacrificata. E l’ho fatto con gusto, sia perché era la cosa giusta da fare, sia per punire Max che con le sue continue manipolazioni mi aveva davvero, ma davvero, ma davvero stufata. Le avrei tirato una sberla, non lo potevo fare, e allora per una volta le ho fatto fare una  scelta sensata e ho fatto in modo che le cose andassero come il destino aveva deciso.

Life is Strange

Life is Strange

 

Avevamo davvero bisogno di un altro thriller?

 

Un’altra cosa che mi ha lasciato un po’ delusa nei confronti di questo gioco è che per l’ennesima volta mi sono ritrovata davanti ad una storia dalle tinte thriller, con psicopatici di turno, indagini… Sono i giochi che preferisco, di solito, ma in questo caso avevo deciso di provare Life is Strange perché pensavo si dedicasse solo a rapporti, sentimenti, animo umano e invece per l’ennesima volta mi sono ritrovata a dover indagare su un pazzo.

Insomma, forse si può dire che emozioni questo gioco me ne ha date, ma sicuramente non sono state le stesse emozioni che hanno provato gli amici che lo hanno giocato e tutti gli altri giocatori in giro per il mondo.
Non ho provato pena, non ho provato empatia, non ho provato ansia, non ho provato simpatia… non ho avuto praticamente alcun sussulto. Ho provato fastidio, nervoso e rabbia verso le due ragazze, le avrei volute prendere a testate entrambe.

Ma, come ho già detto, probabilmente è perché l’ho giocato “oltre l’età limite”. La mia esperienza di vita mi ha portata ad essere abbastanza disillusa sia sul genere umano, sia sulle amicizie, sia sugli amori adolescenziali. Ho anche una discreta dose di cinismo quando serve e semplicemente la storia di Max e Chloe, il loro carattere e le loro scelte, sono ad anni luce da me.

Peccato.

 

NOTA: articolo originariamente scritto per il mio blog Vita da Videogamer e riadattato per Gamesisters.

 

Daniela Tita Valeri

Classe 1978, videogiocatrice dal 1984 con i cabinati in un bar (vi ricordate Snake, Pong, Toki?). Cresciuta con Amiga 500, arrivata alla maturità passando da PlayStation a PlayStation 2, PlayStation 3 e PlayStation 4. Ogni tanto gioca anche su PC. Completista e accumulatrice compulsiva (non solo di videogames, anche di libri). Generi preferiti: avventura, azione, open world, survival, horror. Fondatrice e admin di Gamesisters e di Tomb Raider Italia dal 2006.

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