Recensione – Death Stranding

Data di uscita:8 novembre 2019
Disponibile su:PlayStation 4
Sviluppato da:Kojima Production
Tipo di gioco:Azione, Avventura
Giocato su:PlayStation 4
Recensione Death Stranding
Recensione Death Stranding

L’otto novembre 2019 è uscito il tanto atteso Death Stranding, gioco ideato da Hideo Kojima e prodotto dal suo team Kojima Productions. Finalmente, dopo anni e dopo tutte le diatribe Konami-Kojima, abbiamo finalmente in mano questo titolo, in cui Sony ha creduto fin da subito.

La trama di Death Stranding in breve

Questo gioco ci catapulta in un mondo post apocalittico, in cui è avvenuto appunto questo fantomatico “Death Stranding”, di cui noi non sappiamo ancora nulla, ma piano piano, nel corso della storia, capiremo sempre di più. Vestiremo i panni di Sam Porter, il nostro protagonista.

L’obiettivo finale sarà quello di riunificare l’America tramite la connessione alla rete chirale, facendo consegne e amplificando sempre di più la larghezza della banda; ma sul nostro percorso troveremo svariati pericoli, sorprese, persone e soprattutto scoperte. Sam non agirà per il bene dell’America, ma avrà un motivo ben più personale per intraprendere questo viaggio.

Death Stranding - Art by Pablo Uchida
Death Stranding – Art by Pablo Uchida

I personaggi

I personaggi di questo gioco sono tutti ben curati, ogni storia è sorprendente a modo suo e ognuna per motivi diversi mi ha fatto commuovere ed appassionare, così da creare un legame molto forte con ognuno di  loro, ma anche detto così non rende giustizia. I miei preferiti in assoluto sono stati Clifford Unger e Sam Porter, grazie anche alla recitazione di Mads Mikkelsen (Cliff), il misterioso veterano di guerra;  e Norman Reedus (Sam), il nostro “Corriere Leggendario” che rende possibile l’impossibile. Ma anche su questo lato, non posso e non voglio dire di più, anche perché non riuscirei a descriverli per quanto sono impattanti.

Il sistema dei “mi piace”

Nel  gioco tutto ruoterà attorno a questa grande connessione chirale, la quale ci farà ottenere dei veri e propri ‘Mi Piace’ sulla base di quanto aiuteremo a costruire strutture che serviranno anche agli altri giocatori e su come effettueremo le nostre consegne. Ma durante la nostra avventura ci imbatteremo anche nei MULI, che vorranno rubarci il carico; a quanto pare questi MULI saranno dei “drogati” di ‘Mi piace’ e ci intralceranno fino alla fine. Ma questo lo capirete bene quando giocherete. Ovviamente, non saranno i cattivi principali, ma non voglio fare spoiler: La scoperta è la cosa più bella di questo gioco.

Qualche problema nel gameplay di Death Stranding

Analizzando il gameplay, devo dire che risulta un po’ troppo spesso scattoso, il combattimento contro i boss delle varie zone è spesso confusionario e molte volte questo rende tutto molto più difficile, quasi frustrante. Il Gunplay, invece è abbastanza semplice, una volta che si capisce come devono essere usati gli oggetti; ma spesso le “didascalie tutorial” riempiono troppo lo schermo, così da non dare al videogiocatore la piena visibilità dell’ambiente.

Ahimè, un altro grosso problema è la troppa somiglianza con Metal Gear Solid V: The Phantom Pain. Infatti ci troveremo ad usare le “Manette M-Link”, le quali ricordano l’IDroid, così come saranno identici pure i suoni, il menu di preparazione del personaggio, le scritte che compariranno nello schermo e la mappa. Anche se, in effetti, potrebbe essere proprio lo stile ed il tocco di Kojima. Ma, a mio parere, questa troppa somiglianza fa perdere un po’ di anima a Death Stranding.

Eppure c’è da dire una cosa, Death Stranding rimane comunque un gioco meraviglioso.
Nonostante il gameplay sia difficile da digerire, mi ha fatto comunque rilassare, grazie anche all’ambientazione e alla colonna sonora; entrambe bellissime.

Death Stranding
Death Stranding – Panorama

Tante le tematiche trattate

Ero molto scettica, ma mi sono dovuta ricredere.

Kojima affronta varie tematiche, come quella dei social nel bene e nel male; così come altre cose come la paternità, l’amore, la famiglia, il legame con le altre persone, i sacrifici, la guerra, la politica e quello che comporta; ma soprattutto ci farà riflettere su quello che una persona è disposta a fare per qualcun altro.

Hideo è riuscito ad esprimersi al meglio questa volta, senza obblighi o catene, semplicemente ci ha voluto mandare un messaggio forte, ma allo stesso tempo difficile da cogliere.

La storia di questo gioco è qualcosa di veramente molto profondo, che va a scavare in ognuno di noi, partendo dal principio fino ad arrivare ad un crescendo travolgente ed emozionante con colpi di scena e scoperte importantissime. Tutto è spiegato con grande cura tramite delle stupende Cutscene e conversazioni Codec, ma si potrà anche decidere di approfondire leggendo documenti, interviste e mail ricevute durante il gioco.

Molte cose verranno spiegate anche in maniera scientifica, tutto sarà così approfondito da farti pensare “Ma forse un giorno potrebbe capitare anche a noi?”, perché sono spesso e volentieri  cose basate sul nostro modo di vivere attuale e su quello che conosciamo fino ad oggi. Oltretutto si andrà a parlare anche di mitologia Orientale ed Egizia, così da darci altre informazioni  molto importanti, queste ultime due cose saranno importantissime per capire alcuni aspetti del gioco. Tante cose le ho trovate a dir poco geniali e sempre in grado di stupire, è tutto collegato da un unico grande filo.

Un’esperienza che bisogna vivere

Death Stranding va oltre il semplice gioco, è quasi un’esperienza, che faccio quasi fatica a spiegarlo. Nonostante le sue pecche, è un gioco che può dare moltissimo, ma ha anche bisogno di un’occasione per essere capito e compreso fino infondo. Anche con questo piccolo articolo, non riuscirò a spiegare quanto sia meraviglioso questo gioco, perché solo vivendolo lo si può capire.

Risulta, per me, il più bel gioco di Hideo Kojima, è un gioco con tanto cuore e si vede. Ci fa capire che siamo tutti, in un modo o nell’altro, collegati e di quanto siamo importanti sia noi che le persone che ci stanno accanto e come possiamo influenzare il corso degli eventi.  Quello che ci vuole comunicare è un messaggio molto forte, siamo noi a decidere se riparare ad un errore o meno, siamo noi a decidere cosa fare per qualcuno, siamo noi a decidere delle nostre azioni e siamo noi che decidiamo del nostro futuro; anche perché ormai lo sappiamo: Tomorrow is in your hands.

Tomorrow is in your hands
Tomorrow is in your hands

Lorenza Bertolo

Il mio amore per i videogiochi è nato proprio quando ero piccola, mentre seguivo le avventure di mio papà su PS One; in particolare quelle di Tomb Raider! Così semplicemente è nato questo amore, tutt'ora gioco su PS4, Switch e PC, per riuscire a giocare a tutto e a non perdermi nulla! I videogiochi fanno parte di me e ne sono fiera, quando ne parlo mi emoziono pensando a tutte le avventure che ho vissuto. Oltretutto con il mio amore per Tomb Raider ho anche incontrato il gruppo di Tomb Raider-Italia, di cui faccio parte come cosplayer, interpretando l'eroina che ammiro di più: Lara Croft. I videogiochi ci aiutano a combattere la realtà e ci danno modo di vivere esperienze increbili in grado di emozionarci ed appassinarci; quindi viviamoli fino infondo!

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