Recensione – White Night

Data di uscita 3 marzo 2015
Disponibile per: Xbox One, PC, PlayStation 4, iPhone, iPad, Android – SOLO DIGITALE
Sviluppato da: Osome Studio
Tipo di gioco: Avventura / Survival / Noir / Mistery / Terza Persona
Voto personale: 7.5/10
Giocato su: PlayStation 4
White Night - Inizia l'avventura

White Night – Inizia l’avventura

White Night è un titolo davvero bello e particolare, probabilmente non adatto a tutti i palati.
Iniziamo con il dire che, come suggerito già dal titolo, è completamente in bianco e nero, con una grafica in stile fumetto e una telecamera fissa, leggermente decentrata e inclinata.

Anche la definizione “bianco e nero” non calza al 100%. Il gioco è come una lavagna nera sulla quale gli elementi vengono rivelati dal bianco, come se un faro illuminasse la scena da un angolo. Il giocatore quindi si troverà ad agire quasi completamente nel buio, con il solo ausilio di fiammiferi da trovare in giro e poche lampade, che di tanto in tanto si possono accendere nelle varie stanze e che fungono anche da savepoint.

White Night - savepoint

White Night – savepoint

 

Trama e gameplay di White Night

 

Vestiamo i panni di un uomo che, uscendo da un locale, investe – o crede di investire – una donna. Ferito nell’incidente, arriverà ad una grande villa, dalla quale non riuscirà più ad uscire.

Le prime fasi di gioco, nel quale il protagonista è ferito, mi sono sembrate un po’ frustranti: il protagonista zoppica e impiega diversi minuti per fare un piccolo tragitto. Fortunatamente si tratta solo della fase iniziale, infatti una volta entrato nella villa, tutto cambia!
Nel buio si annidano presenze inquietanti, spesso non visibili. Tutto quello che si può fare è scappare, se si è ancora in tempo. Se una delle presenze riesce ad acchiappare il protagonista, è morto.
Nello stile dei vecchi videogames, non esistono checkpoint. Si può salvare solo quando si trova una poltrona e solo se la poltrona è avvolta dalla luce. Nella luce infatti le presenze vengono distrutte, quindi il protagonista è al sicuro.

White Night - esplorazione

White Night – esplorazione

In caso di morte quindi, non si può fare altro che riprendere dall’ultimo salvataggio effettuato. La pecca è che il salvataggio è unico, quindi viene sovrascritto e non c’è modo di caricarne uno precedente, se dovesse servire.
Questo diventa un piccolo problema per i trofei, perché se per errore viene mancato un trofeo, non si può fare altro che giocare una seconda partita, oppure effettuare un salvataggio di backup esterno.

La trama del gioco viene svelata quasi completamente dai collezionabili. Libri, lettere e diari degli abitanti della villa, dai quali si evince perché la villa è infestata da presenze, si scopre chi è la bellissima Selena e qual è il suo rapporto con William, ultimo discendente della famiglia.

 

Sconsigliato ai deboli di cuore

 

L’atmosfera è abbastanza ansiogena, quindi non è un gioco consigliato a chi si spaventa facilmente. Dover girare nel buio armati solo di un cerino (che non vale come luce per eliminare gli spiriti), senza sapere cosa si annida dietro ogni angolo, crea un bel livello di tensione.
Nel buio, oltre a raccogliere collezionabili, bisogna risolvere alcuni puzzle e spesso sono necessarie due mani, quindi bisogna spegnere il fiammifero. Siccome al buio non si può fare niente, si è obbligati a trovare altre fonti di luce per poter proseguire. Questo rende più longevo e complicato il gioco.
In una eventuale seconda run, in realtà, non ci si impiega più di un paio di ore per completare il gioco, ma la prima run può impegnare per parecchie ore, soprattutto se si decide di raccogliere tutti i collezionabili per svelare ogni più piccola sfumatura della trama.

Il tutto è accompagnato da una bellissima atmosfera noir e da musica jazz, che contribuisce a dare un’aria malinconica sovrapposta a quella terrorizzante.

White Night - La bella e misteriosa Selena

White Night – La bella e misteriosa Selena

 

In conclusione, promosso a pieni voti (o quasi)

 

Pensavo di trovarmi davanti al classico gioco indie, bello ma brevissimo. Invece è corposo, regala diverse ore di gioco, con una trama interessante e un gameplay particolare (anche se non così innovativo da gridare al miracolo).

Interessante la trovata di far cambiare il gioco in base al momento in cui si gioca. Avviando il gioco infatti, si vedrà già dalla prima schermata una luna nell’angolo in alto a destra: luna che rispetterà la fase lunare reale di quel momento. All’orario infatti sono anche legati alcuni trofei: giocarlo in un giorno di luna piena regalerà un finale diverso (quello vero), così come giocare a mezzanotte sbloccherà un altro trofeo.

Per chi come me è un completista (si è trattato del primo platino del 2017 e 50° platino della mia carriera), per fortuna basterà modificare l’orario della propria console per ottenere i trofei di questo tipo!

 

NOTA: articolo originariamente scritto per il mio blog Vita Da Videogamer, riadattato per Gamesisters.

Daniela Tita Valeri

Classe 1978, videogiocatrice dal 1984 con i cabinati in un bar (vi ricordate Snake, Pong, Toki?). Cresciuta con Amiga 500, arrivata alla maturità passando da PlayStation a PlayStation 2, PlayStation 3 e PlayStation 4. Ogni tanto gioca anche su PC. Completista e accumulatrice compulsiva (non solo di videogames, anche di libri). Generi preferiti: avventura, azione, open world, survival, horror. Fondatrice e admin di Gamesisters e di Tomb Raider Italia dal 2006.

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