Recensione Assassin’s Creed Origins

Data di uscita27 ottobre 2017
Disponibile per:PlayStation 4, Xbox One, PC
Sviluppato da:Ubisoft
Tipo di gioco:Avventura / Azione / Gioco di Ruolo
Voto personale:8.5/10
Giocato su:PlayStation 4
Assassin's Creed Origins
Assassin’s Creed Origins

Dopo due mesi immersa nelle atmosfere egiziane e dopo averlo platinato, sono pronta per parlarvi del tanto atteso Assassin’s Creed Origins.
Consentitemi una piccola premessa: Assassin’s Creed è in assoluto la mia saga preferita degli anni 2000. Ho giocato e platinato tutti gli Assassin’s Creed – la trilogia di Ezio due volte, su PlayStation 3 e PlayStation 4 – quindi è una “materia” che conosco molto bene, che amo, e sulla quale ho sempre aspettative molto alte.

Scrivere questa recensione non è facile per me, perché se da una parte siamo davanti ad un gioco enorme, magnifico e con tantissimi pregi, dall’altra le “mancanze” rispetto ai precedenti della serie, sono tante.
Ve le elencherò e starà a voi decidere se queste mancanze sono una cosa positiva o negativa. Se sono un passo avanti verso il futuro oppure un passo indietro. Ho aspettato appositamente di platinarlo, per essere sicura di aver esplorato Assassin’s Creed Origins in ogni angolo per non trascurare niente delle tante sfaccettature.

Prima di elencare mancanze e aggiunte, è però doverosa una premessa generale sul gioco, sul gameplay e sulla trama.

Assassins’ Creed Origins, trama, personaggi e gameplay.

Assassin's Creed Origins - Bayek
Assassin’s Creed Origins – Bayek

Sono Bayek di Siwa

Protagonista di questo Assassin’s Creed è Bayek di Siwa, un Medjay dell’Egitto del periodo Tolemaico. Molti si aspettavano un’ambientazione nell’Antico Egitto dei grandi faraoni, ma gli sviluppatori hanno preferito dedicarsi ad un periodo storico più complicato della storia Egiziana, l’epoca in cui la grandezza della civiltà più affascinante della storia è stata intaccata e distrutta dall’arrivo di Greci e Romani. Scegliendo questo periodo, inoltre, gli sviluppatori hanno avuto a loro disposizione un personaggio affascinante e intrigante come Cleopatra.

Ho parlato di “Medjay” e non di Assassino perché, ovviamente, la Confraternita così come la conosciamo non esisteva ancora e l’idea degli sviluppatori era proprio quella di andare a ritroso nel tempo per capire, ancora prima di Altair, come sono nati gli Assassini.

Assassin's Creed Origins - Alla scoperta della Confraternita
Assassin’s Creed Origins – Alla scoperta della Confraternita

La vendetta come filo conduttore

Bayek, così come Ezio Auditore a suo tempo, è mosso inizialmente dalla vendetta ed è affiancato dalla moglie Aya, che in alcune parti il giocatore potrà anche utilizzare in brevi missioni navali, molto semplici e molto distanti dalle battaglie navali presenti in Assassin’s Creed Black Flag.

Lo sviluppo della trama non è niente di particolarmente innovativo o eclatante. Ci sono degli obiettivi da eliminare, bisogna rivelare qualche trama inaspettata, ma non siamo sicuramente davanti ad una trama che fa gridare al miracolo. Bayek è un personaggio interessante, ma forse non viene approfondita a sufficienza la sua psicologia e non riesce fino in fondo a conquistare il giocatore. La scoperta delle origini della Confraternita degli Assassini viene rivelata molto lentamente fino alle scene finali del gioco e, stranamente, i punti più emozionanti non provengono da Bayek, bensì da sua moglie Aya.

Questo per quanto riguarda la trama principale. Il mio consiglio è di giocare tutte le missioni secondarie, perché la vera natura di Bayek viene rivelata in più occasioni proprio quando si trova tra la sua gente, ad aiutare e a portare conforto. Le missioni secondarie sono variegate, pur essendo più o meno tutte sullo stesso genere (ritrovare qualcuno/qualcosa, uccidere un obiettivo, indagare), ma sono i rapporti di Bayek con la gente a rendere tutto più approfondito ed interessante.

Assassin's Creed Origins - Bayek
Assassin’s Creed Origins – Bayek

Diventare sempre più forti

Il gameplay ovviamente ricalca lo stile classico dei precedenti Assassin’s Creed, pur introducendo molte varianti. Il giocatore dovrà migliorare le capacità di Bayek da un albero di abilità tra le quali scegliere. Uccidendo nemici, risolvendo missioni e proseguendo nella storia, si accumuleranno punti per far salire il livello di Bayek. Le missioni stesse avranno un livello consigliato per poterle affrontare, così come i nemici. Ovviamente niente vieta di affrontare una missione di livello 30 avendo Bayek a livello 20… semplicemente non è consigliato!

Con uno degli aggiornamenti inoltre è stata aggiunta la possibilità di portare automaticamente i nemici deboli ad un livello più adeguato a quello che il giocatore ha raggiunto. Quando avrete raggiunto il livello massimo, il gioco continuerà ad accumulare punteggio per ottenere ulteriori punti abilità da utilizzare per aumentare ancora di più le capacità di Bayek.

Assassin's Creed Origins - L'albero delle abilità di Bayek
Assassin’s Creed Origins – L’albero delle abilità di Bayek

Mira, attacca e difenditi

La meccanica di combattimento è cambiata completamente, a partire dai tasti da premere per attaccare. Introducendo l’arco, il giocatore potrà alternare i suoi attacchi utilizzando un’arma a mano oppure un arco, il tutto in modo molto fluido. E’ possibile fissare il target su un nemico e ci si può riparare dietro uno scudo. L’arco è utilizzabile anche restando a cavallo, ma anche i nemici hanno la stessa capacità e spesso gli arcieri saranno i nemici più fastidiosi. Sbloccando l’abilità, Bayek potrà utilizzare lo scudo anche per prelevare da esso le frecce rimaste infilzate.

Cambiando la meccanica di combattimento, chi ha giocato ai precedenti Assassin’s Creed forse si troverà un po’ spiazzato. Anche se risulta più realistico, non c’è più modo di passare da un nemico all’altro in modo automatico, quindi se eravate appassionati dei combattimenti in cui si volteggiava a catena tra i vari nemici, scordatevelo!

Ma è stato aggiunto l’attacco ultra, che vi lascio scoprire giocando.

Assassin's Creed Origins - Un'arrampicata nel deserto
Assassin’s Creed Origins – Un’arrampicata nel deserto

Arrampicarsi e scendere, non sempre con eleganza

Resta uno dei pilastri della saga, il parkour, ma purtroppo sulla discesa – che era migliorata tantissimo in Assassin’s Creed Unity – c’è stato un netto peggioramento. Bayek scende automaticamente se il dislivello non è troppo alto, ma se malauguratamente si preme il tasto azione, si torna di nuovo ad avere voli sgraditi che terminano in atterraggi rovinosi. Premendo il tasto di discesa, ci si ritrova a non vedere più Bayek. Quindi la corsa acrobatica in discesa semplicemente non esiste.

E quella in salita? Come già detto il parkour, la corsa acrobatica, esiste ancora. Ma siamo in Egitto. Le zone in cui è possibile correre sui tetti sono pochissime e anche nelle cittadine più grandi non c’è modo di attraversarle senza mai toccare terra e non se ne sente neanche il bisogno, perché per le strade ci sono talmente tante cose da fare che non conviene restarsene sui tetti. Bayek comunque sale e si aggrappa praticamente ovunque, quindi non ci sarà più da preoccuparsi di trovare appigli e di scovare il percorso giusto per salire in cima ad una torre: basterà trovare un muro e iniziare a salire. Solo in alcuni rari casi la salita sarà resa leggermente più difficile, sulle piramidi, ad esempio.

Assassin's Creed Origins - Verso la cima della piramide!
Assassin’s Creed Origins – Verso la cima della piramide!

Per finire, restano ovviamente i balzi della fede, le sincronizzazioni, la lama celata, i negozianti. Ma con qualche variazione, che vi racconterò tra poco. Ora dedichiamoci all’ambientazione.

La bellezza sotto gli occhi di tutti.

Assassin's Creed Origins - Ambientazioni
Assassin’s Creed Origins – Ambientazioni

Credo che chiunque abbia giocato ad Assassin’s Creed Origins sia d’accordo su un punto: la sua forza è nelle ambientazioni. C’è una sola parola per definire la bellezza dei luoghi e il fascino che si prova ad ogni passo: meraviglioso.

Assassin’s Creed Origins è semplicemente stupendo e le locations non annoiano mai. I deserti tolgono il fiato, le città come Alessandria, Menfi e Cirene sono bellissime e piene di monumenti e templi, le zone intorno al Nilo e in generale le zone fertili non sono mai uguali tra loro e sono sempre piene di fenicotteri rosa pronti a spiccare il volo al nostro passaggio, aironi che volteggiano, fiori colorati e campi coltivati da attraversare.

Assassin's Creed Origins - Ambientazioni
Assassin’s Creed Origins – Ambientazioni

Ovunque si guarda c’è qualcosa di bello da vedere e quando non c’è niente da vedere… basta osservare l’orizzonte per restare di nuovo incantanti, dalle piramidi che si stagliano imponenti in lontananza, oppure dalle minacciose montagne, o semplicemente dal sole che tramonta e dalla luna piena che illumina il cielo.

Assassin's Creed Origins - Ambientazioni
Assassin’s Creed Origins – Ambientazioni

La presenza del cambiamento giorno/notte regala ulteriori momenti di stupore, perché ogni ambientazione, anche le più desolata, vista in un momento diverso della giornata assume fascino e mistero. In tutta questa meraviglia, ci sono però delle mancanze come vi dicevo ed è arrivata l’ora di valutare se le novità sono in grado di far dimenticare quello che non c’è più.

Assassin's Creed Origins - Ambientazioni
Assassin’s Creed Origins – Ambientazioni

 

Tutto quello che manca in Assassin’s Creed Origins: pregio o difetto?

Il database

La prima assenza che personalmente non mi è andata giù è la mancanza del database. La saga di Assassin’s Creed è da sempre accompagnata da un database enorme. Eravamo tutti abituati ad esplorare le locations e vedere il database aggiornarsi ad ogni chiesa, ad ogni piazza, ad ogni personaggio storico incontrato. Essendo un gioco basato sulla storia, era interessante ed istruttivo approfondire i tantissimi elementi presenti, considerando inoltre che non si era obbligati a leggere tutto (sono sicura che NESSUNO ha mai letto tutto quello che c’era nei database dei precedenti Assassin’s Creed!).

L’ambientazione in Egitto sarebbe stata l’occasione perfetta per riempire il database di informazioni affascinanti ed interessanti. Ma hanno deciso di eliminare questa componente privandoci di tutti gli approfondimenti su piramidi, dei e dee, personaggi come Cleopatra e Cesare, templi, città, curiosità…

Assassin's Creed Origins - Alessandria
Assassin’s Creed Origins – Alessandria

Sincronizzazioni e stealth obbligatorio

A differenza di tutti i precedenti Assassin’s Creed, non esiste più la sequenza di DNA da sincronizzare al 100%. Questa componente non era mai stata obbligatoria, stava al giocatore decidere se seguire le indicazioni per giocare la missione in modo da ricalcare in tutto e per tutto le azioni compiute nel passato dall’Assassino di cui si vestivano i panni.

In Assassin’s Creed Origins, si possono affrontare le missioni nel modo in cui si preferisce, facendo agire il protagonista Bayek in modo strategico, oppure gettandosi nella mischia uccidendo tutti i nemici senza tanti complimenti. Spesso nel passato per ottenere la sincronizzazione al 100% era obbligatorio eliminare tutti i nemici in modo silenzioso senza far scattare alcun allarme, mentre in Assassin’s Creed Origins questo non esiste. E’ una scelta che viene lasciata al giocatore.

Sequenza di DNA e possibilità di rifare le missioni

Essendo scomparsa la sequenza di DNA, non esiste modo di rigiocare le missioni già compiute Come già detto, non esiste più la sincronizzazione, quindi rigiocare una missione non avrebbe comunque molto senso, se non la soddisfazione di rigiocarla in modo diverso.

Il problema della mancanza della sequenza di DNA è che non c’è alcun modo di sapere per ogni tipo di missione quante ne restano da giocare, così come non c’è alcun tipo di archivio per rivedere i progressi compiuti nel gioco.

Inizialmente non era neanche presente su mappa una selezione per nascondere le icone delle zone già completate, ma fortunatamente questo è stato aggiunto con un aggiornamento. Quindi attualmente su mappa vengono indicate le zone completate con una evidenziazione in giallo sull’icona e un simbolo di spunta. Inoltre è possibile lasciare visibili sulla mappa solo le icone delle zone da completare o non ancora visitate (indicate da un punto interrogativo).

I collezionabili

Chi si ricorda delle bandiere di Altair o delle piume di Petruccio? Ecco, questi sono i casi peggiori nel passato di Assassin’s Creed. I collezionabili sono sempre stati una costante della saga e negli anni tutto è stato inserito su mappa. In Assassin’s Creed Originis non esistono collezionabili di alcun tipo, almeno non nel senso stretto del termine.

Non ci sono oggetti da raccogliere. Ci sono in effetti alcune missioni che si snodano sull’intera mappa e che quindi si possono completare solo proseguendo con il gioco. Sono inoltre presenti alcuni papiri da trovare, contenenti un indovinello da risolvere per trovare la location con il tesoro. Personalmente questi papiri sono stati una delle cose che più mi hanno divertito. Risolvere l’enigma e trovare la location giusta sulla mappa enorme di Assassin’s Creed Origins è stata una bella sfida!

Assassin's Creed Origins - Una tomba
Assassin’s Creed Origins – Una tomba

Camuffarsi e nascondersi

“Sono una lama nella folla” diceva il buon Altair. Anche questo concetto si è un po’ perso. Bayek non ha alcun modo di camuffarsi in un gruppo di persone, oppure appoggiandosi ad una parete come faceva Connor, o sedendosi su una panca come Ezio. Non esiste più alcun tipo di pedinamento stealth camminando silenziosi tra la gente. L’unico modo che Bayek ha per nascondersi è accovacciarsi nell’erba o nei cespugli e di questi ce ne sono in abbondanza, quindi non c’è pericolo di rimanere scoperti, ma il fascino del diventare invisibili è scomparso del tutto.

Un covo o una casa in cui rifugiarsi

Ogni Assassino aveva una base in cui tornare, una covo dove rivedere armi e collezionabili trovati. Bayek invece è un girovago che non ha un posto fisso in cui tornare. Le armi sono talmente tante – ve ne parlerò dopo – che non avrebbe comunque senso e non sarebbe stato possibile metterle tutte in bella vista, non sarebbe bastato un magazzino!

Ricostruzioni e restauri

Bayek è un Medjay, ossia un difensore del popolo egiziano, una sorta di guardiano sempre disposto ad aiutare chi ne ha bisogno, mettendo a disposizione le sue armi e il suo addestramento. Per questo motivo non viene pagato da chi gli chiede aiuto e i soldi che si possono accumulare provengono principalmente dalla vendita di oggetti inutili, di armi che non servono più o da monete trovate in giro. Quindi tutta la parte di restauro è stata tolta, mancando anche il concetto di banca.

La notorietà

Mancando lo stealth obbligatorio e la sincronizzazione, di conseguenza è decaduto anche il concetto di notorietà. Bayek può agire come meglio crede, uccidendo platealmente oppure agendo nell’ombra e questo non cambierà mai la concezione che di lui ha il popolo egizio. Bayek sarà sempre ben visto dal popolo e attaccato dai nemici. Entrando in una zona controllata dai nemici, il loro stato di allerta sarà immediatamente massimo e verrà attaccato a vista.

L’occhio dell’aquila

Tutti gli Assassini della saga avevano la capacità sovrannaturale chiamata “occhio dell’aquila”, ossia una visione alternativa della realtà per rivelare elementi invisibili ad occhio nudo. Bayek non ha questa capacità, ma è stata inserita una sorta di scansione dell’ambiente circostante per evidenziare gli oggetti con cui si può interagire o che si possono raccogliere. Inoltre c’è Senu, della quale parleremo tra un attimo.

Cosa c’è di nuovo in Assassin’s Creed Origins?

Senu, la compagna insostituibile

Uno dei primi elementi annunciati prima della pubblicazione era stata la presenza dell’aquila Senu, amica e compagna inseparabile di Bayek. Avendo tolto la capacità di usare l’Occhio dell’Aquila, questo viene sostituito proprio dalla presenza di Senu. Il giocatore può staccarsi da Bayek e diventare aquila per un po’, esplorando l’Egitto dall’alto, sorvolando l’intera mappa ma, soprattutto, evidenziando gli obiettivi e scansionando completamente un’area per scovare e fissare la presenza di nemici o di elementi con cui interagire.

L’utilità di Senu durante le prime missioni sembra quasi superflua, ma proseguendo con il gioco ci si rende conto di quanto sia indispensabile per pianificare una strategia e di quanto sia utile anche per il crafting, visto che è in grado di rilevare ed evidenziare anche animali e materiali utili.

Assassin's Creed Origins - L'aquila Senu
Assassin’s Creed Origins – L’aquila Senu

Armi, attrezzature…

Come vi ho accennato prima, le armi in Assassin’s Creed Origins sono una quantità esagerata, credo si rasenti tranquillamente qualche centinaio, suddivise tra archi, spade, doppie spade, lance, bastoni… C’è l’imbarazzo della scelta insomma e per trovarle non c’è alcuna difficoltà: si trovano in giro, si rubano depredando i nemici, si comprano, si ottengono con le missioni secondarie e principali.

Il giocatore ad un certo punto potrà arrivare ad equipaggiare due archi e due armi a mano. In battaglia sarà poi possibile utilizzare alternativamente un arco e una delle due armi a mano, con la possibilità di cambiare arco e arma a mano selezionando l’alternativa con un solo tasto. Comodo e veloce se prima di affrontare la missione ci si è equipaggiati nel modo corretto. Tutte  queste armi hanno caratteristiche diverse, oltre ad essere di tre qualità diverse (normali, speciali ed eccellenti). Ad esempio, alcune armi possono avvelenare, altre possono restituire salute a Bayek, possono stordire il nemico, o incendiarlo… Ogni arma, se usata nel contesto giusto, sarà la componente che potrà ribaltare l’esito di una battaglia.

Assassin's Creed Origins - L'attrezzatura di Bayek
Assassin’s Creed Origins – L’attrezzatura di Bayek

Sono ancora presenti in gran quantità i negozianti, presso i quali fortunatamente è possibile vendere oggetti inutili e le decine e decine di armi che vengono accumulate giocando. Uno degli elementi interessanti riguarda proprio i fabbri, che potranno modificare le vostre armi portandole allo stesso livello raggiunto da Bayek. Questo risulta utile qualora, cosa molto probabile, abbiate scelto un set di armi consono al vostro modo di giocare, ma proseguendo nel gioco abbiate raggiunto un livello molto più alto. Vi basterà andare da un fabbro per adeguare le vostre armi e il gioco è fatto! Non sarete obbligati ad abbandonare le vostre preferite.

… e crafting

Come già accennato, esiste il crafting. Bayek quindi può cacciare animali di diverso tipo e cercare materiali utili da utilizzare per migliorare l’equipaggiamento, dai bracciali ai borselli. Torna quindi la caccia, ma nel contesto in cui vive Bayek è integrata molto meglio. Prima di Origins, l’unico altro Assassin’s Creed in cui la caccia aveva un senso era stato Assassin’s Creed III. Bayek spesso verrà attaccato da animali pericolosi (coccodrilli, leoni, iene…), quindi i predatori diventano veri e propri nemici.

Assassin's Creed Origins - Bayek in compagnia di un leone
Assassin’s Creed Origins – Bayek in compagnia di un leone

La mappa e le missioni secondarie

Assassin’s Creed è diventato in tutto e per tutto un gioco di ruolo. Con le componenti principali di Assassin’s Creed come il parkour, la lama celata e il balzo della fede, ma comunque un gioco di ruolo che attinge ispirazione da altri del genere (di questo ve ne parlerò tra poco). La mappa è ENORME e viene rivelata non più con le sincronizzazioni ma semplicemente visitando la zona.

La mappa è suddivisa in macro-regioni, inizialmente oscurate. Basterà recarsi con Bayek nella regione e questa verrà interamente svelata. Sono sempre presenti i punti su cui arrampicarsi per la sincronizzazione ma il suo scopo in Assassin’s Creed Origins è sbloccare un nuovo punto da utilizzare per il viaggio rapido. La sincronizzazione serve anche per aumentare le capacità sensoriali di Senu, oltre ad aggiungere alcune icone di missioni secondarie.

Le missioni secondarie sono a dozzine e ve ne parlerò in un paragrafo a parte ma, oltre alle missioni, sono presenti anche altre attività secondarie, come l’esplorazione di tombe, la distruzione di alcune statue, la liberazione di gente del popolo incarcerata o sotto l’attacco di animali predatori. Insomma, basta camminare tra sentieri, deserti, villaggi e città per trovare qualcosa da fare. Bayek non starà mai e poi mai con le mani in mano.

Assassin's Creed Origins - Un balzo della fede
Assassin’s Creed Origins – Un balzo della fede

La modalità foto

Questa è sicuramente una delle innovazioni più belle introdotte in Assassin’s Creed Origins, almeno per quanto mi riguarda. Ho già parlato ampiamente della bellezza delle ambientazioni, quindi avere la possibilità non di fare banali screenshot, ma di bloccare la scena grazie alla modalità foto e poter alzare o abbassare l’inquadratura, zoomare avanti o indietro e addirittura impostare profondità di campo, saturazione ed esposizione… è gioia pura.

Sulla mappa potrete vedere gli scatti degli altri giocatori e le vostre, con la possibilità anche di votare le foto più belle. Tutti gli scatti inoltre vengono automaticamente raccolti sul sito ufficiale ed è stato addirittura indetto un photocontest ufficiale. Ogni immagine che vedete in questa recensione, è stata fatta da me con la modalità foto del gioco e nessuna di essere rende l’effettivo livello grafico di Origins.

Assassin's Creed Origins - Scatti ottenibili con la modalità foto
Assassin’s Creed Origins – Scatti ottenibili con la modalità foto

La corsa delle bighe, l’arena e l’interazione online

Tra le cose completamente nuove ci sono le corse con le bighe in stile Ben-Hur e la lotta nell’arena di Crocodilopoli in stile Gladiatore. Entrambe vengono sbloccate proseguendo nel gioco e implementano nel gioco una componente online. Non esiste infatti una modalità multiplayer o coop, ma è possibile sfidare altri giocatori proprio con la corsa delle bighe oppure con la lotta nell’arena.

Tra le altre interazioni con altri giocatori, c’è la possibilità di vendicare un giocatore morto. Vi capiterà infatti di vedere sulla mappa un’icona con un teschio: questo significa che un altro giocatore è morto in quel punto. Accettando la missione verranno evidenziati i nemici che lo hanno ucciso e potrete andare a vendicare la sua morte, ottenendo punti in cambio, ovviamente.

Assassin's Creed Origins - Ingresso nell'Arena
Assassin’s Creed Origins – Ingresso nell’Arena

Eventi a tempo

Di tanto in tanto vengono aggiunti eventi a tempo che, se completati, forniscono ulteriori pezzi pregiati alla propria attrezzatura. Questi eventi sono scontri con, nientemeno, dei dell’antico Egitto, che vi ritroverete sulla mappa a causa di un glitch nell’Animus. Saranno scontri per i quali è consigliato un livello pari o superiore a 30, ma sono molto simili uno all’altro, quindi quando avrete capito la strategia, non sarà difficile completarli.

Assassin's Creed Origins - Evento speciale
Assassin’s Creed Origins – Evento speciale

Il presente

Ho appena accennato all’Animus. Sì, esiste ancora, ovviamente. Anche lui in un formato molto diverso, ma c’è e di tanto in tanto avrete modo di vedere chi lo utilizza nel presente. Ma, se siete tra chi ama le parti nel presente, non aspettatevi chissà cosa. Le scene obbligatorie sono poche e molto brevi, la trama non è particolarmente avvincente o approfondita e non vedrete l’ora di tornare da Bayek per continuare con le dozzine di missioni.

Assassin's Creed Origins - Il presente c'è ancora
Assassin’s Creed Origins – Il presente c’è ancora

Le missioni e le attività

Le missioni secondarie, come già detto, sono tantissime e vi imbatterete in cose da fare semplicemente camminando. Nella barra posta nella parte alta dello schermo, che funge anche da bussola, vi compariranno le icone delle attività e dei luoghi interessanti più vicini e non dovrete fare altro che decidere a cosa dedicarvi. Le missioni già accettate sono indicate in un menù apposito, suddivise in principali, secondarie. eventi e completate.

Molto probabilmente riuscirete a raggiungere il livello massimo e a terminare il gioco, forse anche a platinarlo, senza aver ancora completato tutte le missioni. Non c’è infatti un trofeo che prevedere di completarle tutte. Personalmente ho completato 116 missioni e ne ho ancora da affrontare, nonostante lo abbia finito da tempo e platinato. Anche l’albero delle abilità di Bayek probabilmente riuscirete a completarlo solo dopo aver terminato il gioco (ecco perché si continuano ad accumulare punti anche dopo aver raggiunto il livello massimo).

Discorso diverso invece per le attività da compiere nelle varie zone. La mappa è disseminata di accampamenti, covi, torri di guardia, caserme, tutte zone occupate da nemici. Ognuna di queste avrà più obiettivi (trovare uno o più tesori, uccidere uno o più capitani e/o comandanti) necessari per completare il luogo. A questi e ad altri luoghi in cui le attività saranno diverse, è legato un trofeo. Il classico “completa il gioco al 100%” presente in tutti gli Assassin’s Creed.

Assassin's Creed Origins - Il trofeo per il completamento del 100% dei luoghi
Assassin’s Creed Origins – Il trofeo per il completamento del 100% dei luoghi

Similitudini con altri giochi, The Witcher 3 su tutti.

Se avete giocato The Witcher 3 – e in generale i giochi di ruolo – noterete immediatamente, già dalle prime fasi di gioco, molte similitudini. Per puro caso ho giocato e finito The Wticher 3 proprio prima di iniziare Assassin’s Creed Origins, quindi mi è stato ancora più facile notare come gli sviluppatori abbiano preso ispirazione da un altro capolavoro del genere. Vediamone brevemente alcune:

  • Basta fischiare e la vostra cavalcatura arriverà, ovunque voi siate
  • I luoghi in cui c’è qualcosa da fare o da scoprire sono indicati con un punto interrogativo sulla mappa
  • Le persone che hanno da affidarvi una missione sono indicate da un punto esclamativo e li vedrete direttamente mentre camminate
  • Bayek potrà depredare praticamente ovunque: sacchi, casse, ceste, scrigni… E tra le cose depredate, oltre al denaro, ci saranno oggetti inutili che potrete rivendere, le “cianfrusaglie”.
  • Il cavallo potrà seguire automaticamente una strada. Questo, in Assassin’s Creed è stato migliorato rispetto a The Witcher 3, dove bisognava tenere premuto un tasto. La cavalcatura di Bayek invece seguirà automaticamente la strada fino al punto in cui avete inserito un indicatore personale sulla mappa.
  • E’ possibile forzare lo scorrere del tempo dall’alba al tramonto e viceversa

In conclusione, Ubisoft si è ripresa dagli scivoloni di Assassin’s Creed Unity e Syndicate?

Arrivata a questo punto CREDO di aver detto tutto e di avervi dato un quadro generale di cosa vi aspetta in Assassin’s Creed Origins. I fans dopo la trilogia di Ezio, che tendenzialmente viene usata da sempre come termine di paragone per tutti gli Assassin’s Creed successivi, hanno avuto alti e bassi con questa saga. Alcune cose venivano migliorate, come il bellissimo stile di combattimento di Connor o la corsa acrobatica in discesa di Arno, e poi venivano abbandonate. Alcune cose introdotte, come le battaglie navali di Black Flag, sono state odiate da alcuni e adorate da altri. Su tutto però c’era sempre l’incubo dei bug ad affliggere i giocatori. Origins non ne è esente.

Io stessa sono stata vittima di un paio di bug: Bayek bloccato a mezz’aria durante un assassino dall’alto, oppure bloccato in un’impalcatura senza possibilità di uscirne. Un paio di volte il mio cavallo, richiamato con un fischio, è rimasto incastrato in una roccia nel tentativo di raggiungermi. Ma tutto sommato, vista la vastità della mappa, la quantità di cose da fare e la bellezza della grafica, sono bug perdonabili.

A proposito della grafica, ho sempre parlato delle ambientazioni magnifiche, ma la grafica non è eccelsa in tutto. Purtroppo risulta molto più trascurata nei volti delle persone, considerando il livello altissimo raggiunto da alcuni titoli, addirittura già su PlayStation 3 (i titoli Quantic Dream, per fare un esempio).

Assassin's Creed Origins - Un piccolo bug
Assassin’s Creed Origins – Un piccolo bug

Il passato è la strada giusta

Unity e Synicate, pur avendo i loro pregi, sono stati forse il punto più basso dell’intera saga. Syndicate inizava ad essere troppo vicino all’era moderna e un gioco come Assassin’s Creed credo trovi il suo spazio ideale nel passato, lontano da armi da fuoco e città con industrie e tetti sporchi di fuliggine.

Il fascino di Assassin’s Creed è sempre stato nella storia, nelle location antiche, nelle rovine. Unity e Syndicate erano entrambi ambientati in città meravigliose e arrampicarsi sugli edifici di Parigi e Londra credo abbia emozionato tutti i fans della serie. Ma mancava qualcosa per renderli speciali. Senza parlare dei bug di cui erano disseminati, ovviamente. Da parte sua Syndicate inoltre si è rivelato particolarmente monotono e noioso, con missioni tutte uguali e troppo facili da completare.

Assassin’s Creed Origin da una parte ha perso molte componenti di Assassin’s Creed, e come già detto lascio a voi la sentenza: stiamo meglio senza quelle parti, oppure erano proprio loro a dare anima alla saga? Ma dall’altra parte ha ritrovato un fascino perso da tempo e qualche emozione sicuramente i fans di vecchia data la proveranno. Non voglio fare spoiler ovviamente, ma so per certo che chi è con gli Assassini fin dai tempi di Altair, avrà un paio di momenti in cui sentirà il cuore vibrare.

Assassin's Creed Origins - Bayek
Assassin’s Creed Origins – Bayek

Pericolo noia scongiurato

Nonostante la mole gigantesca di cose da fare, Origins non annoia mai e questo mi ha stupito perchè in fondo molte attività sono identiche tra loro. Eppure riesce a non stancare perché, anche se ci si ritrova ad assaltare l’ennesima caserma identica ad altre già viste, intorno l’ambiente è  sempre diverso.

C’è Senu da utilizzare per scovare dove sono nascosti i nemici, è possibile stabilire una strategia propria (ad esempio aspettare la notte e approfittare del fatto che alcuni nemici vanno a dormire). Insomma, se siete amanti dello stile stealth di Assassin’s Creed, starà a voi agire nell’ombra (per servire la luce!), anche se il gioco non vi obbliga a farlo. Dall’altra parte, se siete più aggressivi, sicuramente giocando ai livelli più difficili vi divertirete a trovarvi da soli in mezzo a orde di nemici, cercando di beccare alle spalle quello che scappa per andare a chiamare soccorsi. Perché sì, i nemici possono anche chiamare rinforzi.

E’ sicuramente un Assassin’s Creed diverso, anomalo da alcuni punti di vista. Più moderno forse, più gioco di ruolo sicuramente. Ma è più plasmabile sui gusti del giocatore. Tolte le missioni principali, non vi obbliga a fare niente, sarete voi a decidere cosa fare, quando farlo e come farlo.

Dritti verso il futuro della serie?

Mentre lo giocavo pensavo che a tratti sembrava di essere tornati ai tempi di Altair, in cui c’erano solo le basi di quello che sarebbe diventato Assassin’s Creed. Mancano delle cose, ma sono state gettate le basi per aggiungerne alcune in un prossimo capitolo. Aya stessa, lo vedrete alla fine del gioco, lascerà una porta spalancata su un eventuale prossimo Assassin’s Creed e anche la location viene spesso suggerita.

Assassin's Creed Origins
Assassin’s Creed Origins

Insomma, ne vale la pena? Sì. Per tutti. Per i vecchi fans che pensano che meglio di Ezio non esista niente (questa sono io, e lo penso ancora. Meglio di Ezio non ci sarà mai niente, ma questo non toglie che ci possano essere altre cose bellissime!), per i fans che hanno avuto alti e bassi con la saga e che sono rimasti scottati troppe volte, per i nuovi fans che non amavano Assassin’s Creed per com’era prima, per chi ha amato The Withcer 3 e altri giochi di ruolo simili, per chi ama l’Egitto in ogni sua forma, per chi ama i videogiochi che tengono occupati per mesi, per i completisti perché è anche un platino facile. Lungo, ma facile!

Prossimamente usciranno anche due DLC e chi ha già finito Assassin’s Creed Origins, sicuramente non avrà problemi a riprenderlo in mano per continuare ad esplorare l’Egitto in nuove avventure!

Daniela Tita Valeri

Classe 1978, videogiocatrice dal 1984 con i cabinati in un bar (vi ricordate Snake, Pong, Toki?). Cresciuta con Amiga 500, arrivata alla maturità passando da PlayStation a PlayStation 2, PlayStation 3, PlayStation 4 e PS4 Pro. Ogni tanto gioca anche su PC. Completista e accumulatrice compulsiva (non solo di videogames, anche di libri). Generi preferiti: avventura, azione, open world, survival, horror. Fondatrice e admin di Gamesisters e di Tomb Raider Italia dal 2006.

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